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Traslocovid (di Diego Mascalzi Rimassa)

Nelle varie sperimentazioni nella speranza di creare un cordone simbolico attorno a Lorella, c’è stato un periodo in cui nel nostro salone era appeso un filo da cui pendevano come calzini stesi sette cartoncini, ognuno di un colore diverso, con sopra incollate delle foto di attività specifiche. Ogni cartoncino rappresentava un giorno della settimana. Sul cartoncino del giorno in corso era agganciata una molletta.

Il martedì e giovedì piscina, il mercoledì giretto all’orto della cooperativa, il venerdì si va con il pulmino a cena dai nonni e si mangia tutto il pollo che basta per non sentirne la mancanza durante il resto della settimana.

Un espediente semplice che Lorella aveva capito alla perfezione, tanto che la molletta diventava la sua bacchetta magica, e lei spesso la toglieva dal giorno in corso e la agganciava al venerdì forse nella meravigliosa speranza che noi operatori, magari di martedì, guardando la molletta dicessimo “Oh cavolo Lorella ma oggi è venerdì! Prendiamo subito il pulmino e andiamo a cena da nonna!”. Purtroppo per Lorella questo non è mai successo ma la contrattazione per rimettere la molletta sul giorno giusto era sempre molto divertente.

In una struttura per ragazzi autistici qualsiasi oggetto materiale ha una vita molto breve e così nel tempo qualcuno ha tagliato il filo, qualcuno ha strappato i cartoncini e ci ha scritto una lettera di

richieste per l’amministrazione, qualcuno ha mangiato la molletta. Insomma il supporto fisico è

crollato ma Lorella è rimasta vestita del bel completino simbolico che con questo e altri interventi le

abbiamo cucito in un anno di lavoro.

Da quando è cominciato questo periodo degno dei migliori deliri Dickiani sono ovviamente

cambiate varie cose. I ragazzi non possono uscire se non in giardino, i genitori si possono vedere solo in videochiamata e gli stanchi operatori, numericamente e temporalmente ancora più presenti

di prima, interagiscono con i ragazzi vestiti da apicultori, il che rende difficile anche indirizzare un

semplice sorriso o segno di approvazione.

Il tutto mentre il povero Jonny passa il tempo girando per i corridoi chiedendo a tutti se dipende

dall’aver apparecchiato male la tavola il fatto che da un mese nessuno lo abbraccia più.

Il quadro di Lorella e di tutti gli altri è costantemente minacciato da un lungo giorno che nonostante

gli enormi sforzi di ognuno somiglia terribilmente a quello precedente. Un giorno in cui Lorella non

sa più collocare le mollette e piange chiedendo del pulmino e in cui gli operatori si scusano per mail scrivendomi che si sono dimenticati di mandarmi le richieste di ferie per i giorni di Pasqua entro la scadenza perché non ricordavano né la scadenza, né il giorno in corso, né la Pasqua.

Per contingenze varie in questo periodo già di per se complesso ci siamo trovati a dover riorganizzare la nostra struttura attuando una serie infinita di spostamenti interni con annessi mini-

traslochi. Approfittando di questo caos abbiamo deciso di nuotarci dentro e creare dei gruppi di lavoro più funzionali alle esigenze dei ragazzi.

Ieri abbiamo fatto una “cerimonia di smistamento” in cui ognuno ha preso possesso della sua nuova stanza e ha scoperto i propri compagni di gruppo.

Ci siamo concessi una pausa dal portare scatoloni, spostare vestiti, trascinare armadi e siamo usciti tutti in giardino. Distanziati, con le mascherine e i guanti ma pur sempre insieme. E somigliava ad una festa vecchio stile, come quelle che si facevano quando si creavano assembramenti e ci si abbracciava.

E quando Gioele ha cominciato a rotolarsi nel suo nuovo letto felice, quando Diana ha aperto gli

scatoloni (che sono una delle sue passioni, tanto da chiederli in regalo per i compleanni), quando

Francesco ha posizionato il suo televisore nella nuova postazione, quando gli operatori hanno

cominciato a ridere insieme, ma soprattutto quando verso sera ci siamo accorti che la nuova

organizzazione, progettata con terrore, passava dalla carta al reale (e funzionava!), in quel momento abbiamo capito tutti che almeno in questa giornata, la molletta si è spostata su un cartoncino di un colore bellissimo.


Diego Mascalzi Rimassa

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